Si fanno troppe operazioni per ernia al disco

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Si fanno troppe operazioni per ernia al disco

Messaggio  tarantola17 il Ven Apr 01, 2011 5:51 pm

Lo dice la società italiana di chirurgia vertebrale: spesso si può guarire anche senza intervento

MILANO - Circa l'80% delle ernie del disco, una delle principali cause di mal di schiena cronico, guarisce spontaneamente in circa tre mesi, ma per aiutare la natura a fare il suo corso è importante mettere a punto una strategia multidisciplinare per controllare il dolore. Lo hanno ribadito gli esperti durante il recente congresso della Società italiana di chirurgia vertebrale con l'obiettivo di ridurre gli interventi chirurgici, spesso inutili, per ernia al disco lombare. «Il mal di schiena è la seconda causa più frequente per cui ci si rivolge al medico di famiglia e la prima causa di assenza dal lavoro fino ai 45 anni» premette Giancarlo Guizzardi, neurochirurgo dell’ospedale universitario Careggi, di Firenze. «Le cause del mal di schiena sono diverse, ma circa il 30% delle forme acute di lombosciatalgia (la "sciatica"), è dovuta a un’ernia discale». In genere prima che compaia un’ernia vera e propria, però, si ha una protrusione discale. «Con l'età la sostanza gelatinosa ( nucleo polposo ) che svolge funzione ammortizzante tra i dischi intervertebrali tende a disidratarsi provocando un aumento della pressione sull'anello fibroso che lo circonda. In pratica, questo "cuore" gelatinoso deborda, dando luogo a una protrusione con l'inizio del mal di schiena – spiega Guizzardi -. Questa è una situazione molto diffusa e non pericolosa che non richiede trattamento chirurgico. Tuttavia per evitare che la protrusione degeneri e porti alla formazione di un’ernia discale espulsa, in seguito alla rottura dell'anello contenitivo con fuoriuscita del gel ammortizzante, è importante adottare un’adeguata strategia terapeutica, dopo aver individuato eventuali fattori predisponenti».

In età giovanile le ragioni più frequenti di protrusioni sono sforzi eccessivi o movimenti sbagliati ripetuti quotidianamente (come sollevare pesi senza piegare le gambe). Con l'avanzare dell'età, invece, la predisposizione genetica può sommarsi a traumi, posture sbagliate, sedentarietà delle attività lavorative. «Per evitare che la protrusione degeneri in ernia sono utili fisioterapia e attività fisica e, in caso di mal di schiena acuto, è indicato l’uso di farmaci antidolorifici e antinfiammatori – puntualizza l’esperto -. Ma anche quando è ormai presente un’ernia, il primo livello di intervento non è mai chirurgico e secondo le più recenti linee guida non bisogna mai operare prima che siano trascorsi almeno tre mesi dall’esordio dei sintomi. Questo lasso di tempo va fatto passare perché l’ernia può regredire spontaneamente grazie a un processo di disidratazione. Con un percorso terapeutico multidisciplinare più appropriato il numero degli interventi chirurgici alla colonna vertebrale potrebbe essere ridotto anche della metà». Anche in caso di ernia del disco, come per le protusioni, bisogna agire su più fronti. «Gli strumenti a disposizione sono la terapia farmacologica per controllare il dolore (dal paracetamolo agli oppioidi), la fisioterapia (evitando l’immobilità che peggiora il dolore) fino ad arrivare all’assistenza psicologica per aiutare i pazienti a superare la fase critica».

Quali sono i casi in cui può invece aver senso il ricorso al bisturi? «I candidati ideali all’intervento sono coloro che, nell’arco di un breve periodo di tempo (in genere un anno) hanno almeno tre o quattro episodi di sciatica che durano più di una settimana ognuno e non rispondono alle cure conservative. Inoltre, si opera anche quando, oltre al dolore, sono presenti deficit neurologici importanti, come per esempio debolezza del piede e delle gambe. I cattivi risultati di un intervento dipendo quasi sempre da una cattiva indicazione, per cui i casi da operare vanno selezionati con grande cura, tenendo presente che col tempo esiste comunque la possibilità che l’ernia si formi nuovamente».

Antonella Sparvoli
01 aprile 2011

da Corriere Salute
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