LA VITA DIFFICILE DEI MALATI REUMATICI

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LA VITA DIFFICILE DEI MALATI REUMATICI

Messaggio  enrico il Mer Gen 11, 2012 3:45 pm




La vita «difficile» dei malati reumatici

L’impatto di spondilite anchilosante, artrite reumatoide e psoriasica nella giornata. Due pazienti su 3 si sentono condizionati



Il 25% degli intervistati non riesce a vestirsi da solo
MILANO - Dormire male, non riuscire ad alzarsi dal letto, avere difficoltà a vestirsi e pettinarsi. Difficoltà quotidiane affrontate da chi soffre di artrite reumatoide, spondilite anchilosante o artrite psoriasica. Ora la conferma arriva dal primo studio osservazionale italiano su base scientifica, RAPSODIA, che ha coinvolto 743 pazienti in cura presso 16 centri di reumatologia di tutta Italia. «Per la prima volta abbiamo indagato la vita reale dei pazienti, per lo più giovani e in età lavorativa, i loro disagi, le difficoltà nel mondo del lavoro, nelle relazioni con gli altri – afferma il responsabile della ricerca Roberto Giacomelli, direttore del Dipartimento di Reumatologia dell'Università dell’Aquila - . Ebbene, le malattie reumatiche compromettono bisogni essenziali e condizionano anche drammaticamente l’ esistenza di chi ne soffre».

L’INDAGINE - Dall’indagine emerge che due pazienti su tre si sentono condizionati dalla malattia e hanno difficoltà ad eseguire le normali attività domestiche, il 25% perde progressivamente la capacità di vestirsi autonomamente, il 43% non dorme in modo adeguato. E poi, sintomi come dolori diffusi e gonfiore alle articolazioni influiscono sulla vita di più di un paziente su due, il 26% degli intervistati segnala dolori alla schiena e riduzione della mobilità. Difficoltà che hanno anche pesanti ricadute psicologiche: il 63% è avvilito perché non riesce più a svolgere le normali attività quotidiane, il 57% soffre di ansia o depressione e un malato su 5 ha avuto problemi anche nella sfera sessuale.

IMPATTO SUL LAVORO - La malattia reumatica ha un impatto anche sul lavoro. 1 paziente su 3 ha difficoltà ad essere efficiente, 1 su 10 ha dovuto assentarsi dal posto di lavoro per diversi giorni a causa della malattia, circa l’8% degli intervistati è stato costretto addirittura a smettere di lavorare.

FOTOGRAFIA REALE - «Soffro di artrite reumatoide e mi sono rispecchiata in questo studio – dice Gabriella Voltan, presidente dell’ Associazione Nazionale Malati Reumatici, ANMAR - . Non ti viene chiesto per quanti minuti hai le mani rigide la mattina quando ti svegli, ma come stai e come influisce la malattia sulla tua vita. Quando compare, non riesci a muoverti come prima, pensi che ti si sono bloccati i muscoli perché sei andata a nuoto, ma poi diventa routine, non riesci più a essere autonoma come prima – continua Pavan -. Comincia il giro dei medici, sei stravolto e, se vivi in una regione in cui non ci sono strutture e centri adeguati, le liste di attesa sono talmente lunghe che prenotare la visita da un reumatologo può significare vederlo dopo un anno e mezzo».

DIAGNOSI E CURE TEMPESTIVE - «Non possiamo assolutamente permetterci di non curare al meglio i pazienti – sottolinea Giacomelli -. Un intervento precoce con farmaci opportuni consente di evitare il danno irreversibile alle articolazioni che segna un futuro di invalidità. Un paziente che avverte una rigidità persistente per tre mesi, almeno un’ora la mattina quando si alza, deve essere subito mandato dal reumatologo – avverte lo specialista - . Oggi ci sono terapie, come quelle biologiche, che possono aiutare a migliorare e tenere sotto controllo la malattia reumatica».

SOLLIEVO - E lo studio RAPSODIA sembra confermarlo. La quasi totalità dei pazienti intervistati ritiene che la terapia biologica assicuri sollievo di lunga durata, provochi meno ricadute e faccia diminuire dolori e gonfiori. Il beneficio dei biologici per chi soffre, per esempio, di spondilite anchilosante è segnalato dal 78,1% dei pazienti, che dichiara di avere nell’arco di un mese più di 15 «giorni buoni», cioè quelli in cui ci si alza senza avvertire dolore, rispetto al 26,8% in trattamento con farmaci convenzionali.

Maria Giovanna Faiella
26 novembre 2011 (modifica il 27 novembre 2011)
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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