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Messaggio  Elvira il Lun Feb 08, 2010 2:20 pm

[center][b]LA DIETA VEGETARIANA
A CURA DI STEFANIA SOMMI


Le diete vegetariane nel trattamento dell'Artrite Reumatoide
di Kristine Duncan, MS, RD
Kristine Duncan è dietologa al St. Joseph Hospital, Oregon, dove tiene corsi di nutrizione vegetariana. Kristine è anche un'aspirante scrittrice freelance.
Il Vegetarian Nutrition Dietetic Practice Group, che fa parte dell'American Dietetic Association, comprende circa 1700 membri sparsi in tutto il mondo.
Ulteriori informazioni si possono ottenere contattando la Presidente (brendadavis@home.com)
o la Segretaria, Kristine Duncan (duncveggies@earthlink.net).
Si stima che l'Artrite Reumatoide (AR) affligga l'l% della popolazione mondiale adulta [1], ma sarebbe molto più frequente nell'età anziana. Tale patologia viene definita come una malattia sistemica cronica caratterizzata da modificazioni
di natura infiammatoria a carico delle articolazioni e delle altre strutture ad esse correlate, che provocano deformità invalidanti. L'esatta eziologia è sconosciuta, ma si ritiene trattarsi di malattia di origine autoimmunitaria

[2]. Uno Studio condotto in Italia su un campione di 46.693 individui ha riportato la presenza di una forte correlazione tra consumo di vegetali (odds ratio dello 0.84) e ridotta incidenza di AR [3].
Secondo il National Institute of Arthritis and Musculoskeletal and Skin Diseases (Istituto Nazionale dell'Artrite, delle Malattie Muscoloscheletriche e delle Malattie della Pelle, NdT), non esistono evidenze scientifiche che nessuno specifico cibo o nutriente, ad eccezione degli acidi grassi essenziali, migliori o peggiori lo stato di salute dei molti individui affetti da AR.
Gli Esperti dell'Istituto raccomandano una dieta nutrizionalmente completa ed enfatizzano l'importanza di un adeguato apporto di calorie, Proteine e Calcio.
La Arthritis Foundation (Fondazione per l'Artrite, NdT) raccomanda le seguenti linee guida dietetiche:
Programmare i pasti sulla base della piramide alimentare USDA.
Assumere da 1 a 1.2 grammi di Proteine per kilogrammo di Peso Corporeo (per sostenere la perdita proteica secondaria al processo infiammatorio).
Introdurre un supplemento di Acido Folico per aiutare a ridurre o prevenire alcuni degli effetti collaterali del Methotrexate. (Il Methotrexate è un farmaco antimetabolita che inibisce i processi metabolici che stanno alla base della produzione dei precursori della sintesi del DNA. Il farmaco interferisce
con il legame tra Acido Folico ed enzima diidrofolato-reduttasi e l'Acido Folico libero viene escreto dall'organismo. Questo farmaco viene usato spesso a basse dosi come immunosoppressore nel trattamento dell'AR).
Poichè non esiste un trattamento specifico per l'AR, le linee terapeutiche attuali puntano principalmente ad alleviare i sintomi con l'uso di farmaci.
Alcuni farmaci vengono usati solo per le proprietà antidolorifiche; altri per quelle antinfiammatorie. Altri farmaci -spesso denominati immunomodulatori (DMARDS, Disease Modifying Antirheumatic Drugs, NdT)- vengono impiegati nel tentativo di rallentare il decorso della malattia. I Corticosteroidi,
noti anche come Glucocorticoidi, come il Prednisone (Deltasone, Orasone in USA, Deltacortene in Italia, NdT) ed il Metilprednisolone (Medrol in USA, Medrol, Urbason in Italia, NdT), vengono pure utilizzati nel trattamento dell'AR per il loro effetto antiinfiammatorio ed immunosoppressore. Questi potenti farmaci predispongono il paziente al rischio di Osteoporosi. I pazienti in terapia corticosteroidea a lungo termine possono trarre vantaggi per la prevenzione ed il trattamento dell'Osteoporosi da consigli nutrizionali mirati al ruolo del Calcio e della Vitamina D e dall'esercizio fisico isometrico.
Eliminazione di Alimenti

Le persone affette da AR hanno messo a disposizione dati aneddotici sul miglioramento dei sintomi secondario a modificazioni della dieta. I cibi che più comunemente sono indicati scatenare i sintomi sono le Proteine del latte, il mais, il grano, gli agrumi, le uova, la carne rossa, lo zucchero, i grassi, il sale, la caffeina, le patate e le melanzane. Allo scopo di valutare se i cibi siano in grado di scatenare i sintomi di malattia è stato condotto uno Studio controllato in doppio cieco contro placebo su un protocollo di eliminazione di alimenti, che ha ottenuto un significativo miglioramento
dei sintomi di AR, compresa la riduzione della durata della rigidità mattutina e la riduzione del numero di articolazioni dolenti [4]. I soggetti inizialmente hanno dovuto seguire una dieta molto ristretta. I nuovi cibi sono stati poi introdotti singolarmente, con stretto monitoraggio dei sintomi.
E' stato riportato che i cereali sarebbero spesso causa di intolleranza. Nel 1993, Richard Panus scrive che la tradizionale concezione di una dieta semplice e bilanciata come miglior raccomandazione per i pazienti AR stava cambiando,
ammettendo che certi pazienti potevano essere in grado di correlare la sensibilità al cibo con i loro sintomi [5]. I protocolli dietetici degli Studi sull'AR spesso prevedono un periodo iniziale di digiuno prima di iniziare la dieta da testare [6, 7]. Queste 200 kcal al giorno del periodo di digiuno, costituite da succhi di frutta e verdura, hanno comportato un certo miglioramento a breve termine dei sintomi [5].
Le Diete Vegetariane

Probabilmente lo Studio più accurato rivolto a valutare gli effetti della dieta sull'AR è stato condotto in Norvegia [8]. I soggetti del gruppo in esame (27 pazienti) si sono sottoposti ad un periodo di digiuno di sette-dieci giorni, nel corso del quale si sono limitati ad assumere un succo di frutta che apportava 200-300 kcal al giorno, ed al termine del quale hanno iniziato a seguire una dieta vegana che escludeva glutine, zucchero raffinato, agrumi, alcool, caffè, tè, sale, spezie piccanti e conservanti. Dopo tre-cinque mesi, il gruppo in esame è passato lentamente ad una dieta lacto-vegetariana
per il restante periodo di osservazione (1 anno totale). Hanno introdotto latte, altri latticini, e glutine a giorni alterni. I soggetti del controllo (26 pazienti) hanno consumato una comune dieta mista. Le modificazioni dei paramentri di attività della malattia sono state valutata attraverso una scheda di valutazione globale, compilata dal paziente e dal medico. Dopo
quattro settimane, sono stati rilevati miglioramenti significativi per quanto riguarda mobilità e tumefazione articolare, dolore, durata della rigidità mattutina, forza di prensione, e modificazioni dello stato di salute globale
[8]. Questi miglioramenti significativi sono stati mantenuti nei soggetti del gruppo in esame per tutta la durata dello Studio. Il gruppo che ha seguito la dieta vegetariana aveva valori molto più bassi di Velocità di EritroSedimentazione (VES, indice aspecifico ma molto sensibile di flogosi, NdT) e di Proteina C-Reattiva (PCR, indice di flogosi) [9]. Questo suggerisce che la dieta vegetariana sarebbe in grado di influenzare positivamente gli indici di flogosi e l'attività della malattia.


http://www.reumatoide.it/1/la_dieta_vegetariana_2296671.html
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