Artrite reumatoide: gravidanza ok se la malattia è ben controllata

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Artrite reumatoide: gravidanza ok se la malattia è ben controllata

Messaggio  mella il Mer Feb 17, 2010 10:40 am

LO STUDIO

Artrite reumatoide: gravidanza ok
se la malattia è ben controllata

Se la patologia è sotto controllo gli esiti della gestazione sono paragonabili a quelli delle donne sane


MILANO - La paura di affrontare una gravidanza è alta, se si è affette da artrite reumatoide. Oltre alle difficoltà che l’esperienza di concepire un figlio comporta per la donna, infatti, il timore che il bambino possa nascere prematuro e con un basso peso alla nascita influenza non poco la decisione di diventare madre. Tuttavia, uno studio , pubblicato sulla rivista Arthritis and Rheumatism conferma la correttezza di quanto nella pratica clinica è già in uso da tempo. È vero che le gravidanze in donne con artrite reumatoide possono giungere a termine precocemente e che i nascituri possono avere un peso più basso alla nascita, ma ciò avviene soltanto se si assumono cortisonici e quando la malattia è poco controllata.

LO STUDIO- Per valutare l’impatto della malattia e dei farmaci assunti sugli esiti della gravidanza, i ricercatori dell’Erasmus MC, University Medical Center di Rotterdam hanno esaminato 152 donne affette da artrite reumatoide. «Depurati» i dati da fattori che avrebbero potuto influire sui risultati, come l’abitudine al fumo nella madre o l’aver fatto ricorso a fecondazione assistita, è emerso che l’età gestazionale al parto era sensibilmente più bassa nelle donne che assumevano prednisone (un cortisnico, e ciò comportava naturalmente un più basso peso alla nascita per il bambino), mentre il grado di attività della patologia influiva direttamente sul peso alla nascita. Tuttavia, per le donne con malattia ben controllata, gli esiti della gravidanza erano paragonabili a quelli della popolazione generale. Inoltre, la ricerca ha messo in luce che le donne con artrite reumatoide presentano una più alta probabilità di dover ricorrere a un parto strumentale, mentre il parto cesareo è più ricorrente soltanto nelle donne con un alto livello di attività della patologia. Dati che hanno implicazioni, innanzitutto, «per gli ostetrici che dovranno essere pronti a un’alta incidenza di cesarei nella popolazione con artrite reumatoide e un alto livello di attività della malattia, così come a un aumento di rischio di gravidanze pretermine nelle donne con artrite che assumono prednisone», ha commentato la coordnatrice dello studio, Yael A. de Man. «Per i reumatologi – ha aggiunto – lo studio può indicare che devono sforzarsi per contenere la patologia a bassi livelli di attività sia prima che durante la gravidanza per garantire alle pazienti esiti migliori».

RACCOMANDAZIONI - «Questo, è qualcosa che già avviene», precisa Luana Mancarella, reumatologa presso la Struttura Semplice di Reumatologia dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. «Benché per le donne affette da artrite reumatoide che si apprestano ad affrontare una gravidanza non esistano raccomandazioni standardizzate come nel caso di altre patologie, è consolidato nella pratica clinica di sconsigliare la gravidanza alle donne con patologia attiva». Una fase che non si identifica semplicemente con sintomi clinici come gonfiore e dolore alle articolazioni. «Lo stato della malattia viene infatti valutato con indici compositi accettati dalla comunità scientifica che valutano allo stesso tempo il numero delle articolazioni coinvolte, il giudizio del paziente in merito al proprio stato di salute, esami di laboratorio come quello della proteina C reattiva», prosegue Mancarella. «Questi dati, considerati insieme, vanno a costruire un unico valore, ed è quando questo supera una precisa soglia che la patologia si definisce attiva». «Al contrario, avere un figlio non è un problema quando la malattia è in remissione da almeno 6 mesi». Anzi, può essere addirittura un vantaggio. «È degli stessi autori uno studio che evidenziava che la gravidanza comporta un miglioramento della patologia, purché al momento del concepimento l’artrite reumatoide sia ben controllata», conclude la reumatologa.

Antonino Michienzi
15 febbraio 2010(ultima modifica: 17 febbraio 2010) Fonte; corriere della sera salute
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